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9 novembre 1988. Allo stadio Marakana di Belgrado andò in scena lo scontro tra Stella Rossa e il Milan di Arrigo Sacchi. La Gazzetta dello Sport parlò di quell’impresa ad opera dei rossoneri definendola una favola:

Le favole esistono ancora e il Milan ce ne ha raccontato una. In un interminabile pomeriggio tra il dolce e l’amaro, si sono intrecciati per sciogliersi infine dentro quel fulmine di gioia rappresentato dal rigore decidivo per Rijkaard. Si è trattata di una vittoria della classe e della volontà, della testardaggine e della calma, dell’essere uomini prima che campioni. Abbiamo sofferto per oltre due ore. Ad ogni occasione mancata una stretta al cuore, il timore di vivere una beffa. Poi il brivido di quei tiri dagli undici metri.”

Crediti foto: SpazioMilan.it

Tale partita venne ricordata anche per il nebbione pazzesco che scese in campo, limitando la visuale del pubblico presente allo stadio e quella ovviamente dei giocatori in campo. L’arbitro Pauly fu costretto a sospendere la partita, ingiocabile in quelle condizioni atmosferiche. I rossoneri avevano subito un gol prima dello scadere del primo tempo, ad opera di Dejan Savicevic, ma la sospensione della partita comportò l’annullamento del gol.

Il giorno successivo il Milan riuscì ad aggredire la Stella Rossa per 120 minuti. La sfida fu veramente accesa: i Diavoli vennero scippati di un gol clamorosamente non visto dall’arbitro, andarono in vantaggio grazie al Cigno di Utrecht van Basten, poi vennero raggiuntida Stojkovic. Il risultato rimarrà tale fino ai rigori, dove un maestoso ed infallibile Milan passò il turno.

Il giornalista della Gazza Anfio Caruso chiuse così il suo articolo dedicato al Milan degli Invincibili:

Di questa partita parleremo a lungo, coccoleremo con la memoria i mille piccoli episodi che l’hanno intessuta. […] E alla fine quando eravamo felici di dovere al Milan quella certa spossatezza che ci si era insinuata dentro, abbiamo capito perchè da un paio di anni Papa Wojityla predica a destra e a manca di fare attenzione: il Diavolo è tra noi.”

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